(Vienna 1874 - Bretwood Park, Los Angeles 1951), compositore austriaco, ideatore del metodo dodecafonico e uno dei più importanti musicisti del XX secolo. Avvicinatosi alla musica grazie alla madre, e largamente autodidatta, Schönberg approfondì in seguito lo studio del contrappunto con l'aiuto del compositore austriaco Alexander Zemlinsky. Nel 1899 produsse la sua prima opera importante, Verklärte Nacht (Notte trasfigurata) per sestetto d'archi. Nel 1901 sposò Mathilde, la sorella di Zemlinsky, dalla quale ebbe due figli. La coppia si trasferì a Berlino, dove per due anni Schönberg si guadagnò da vivere orchestrando operette e dirigendo un'orchestra di cabaret.
Vienna, Berlino e gli Stati Uniti
Nel 1903 Schönberg tornò a Vienna a insegnare. Qui conobbe due compositori con i quali avrebbe stretto un legame di amicizia e che sarebbero diventati i suoi allievi più importanti: Anton Webern e Alban Berg. Nelle composizioni, Schönberg adottò un uso allargato dell'armonia ("pantonalità"), che in seguito lo portò all'atonalità. Pochi allora intuirono il genio di Schönberg; tra questi Richard Strauss e, soprattutto, Gustav Mahler, conosciuto nel 1903, che incoraggiò il compositore a eseguire, oltre alla Verklärte Nacht, anche Pelleas et Mélisande (1905) e il quartetto per archi op. 7: in tutti i casi fu un insuccesso, esperienza che provocò in Schönberg la sensazione di essere perseguitato da un pubblico incapace di comprenderne la musica.
In questi anni si dedicò anche alla pittura ed espose i suoi dipinti con un gruppo di artisti, legati dall'adesione ai principi espressionisti, che facevano capo al movimento del Cavaliere Azzurro. Nel 1911, dopo aver dato alle stampe il Manuale di armonia, Schönberg accettò un posto di insegnante a Berlino. Qui compose uno dei suoi lavori più importanti, Pierrot Lunaire (1912). Nel 1915 fece ritorno a Vienna. Le difficoltà degli anni della guerra, combinate con la sua ricerca di una via per dare logica e unità alla musica atonale, ne limitarono fortemente la produzione musicale tra il 1914 e il 1923, anno in cui, tuttavia, la formulazione del metodo compositivo dodecafonico trovò finalmente la sua forma. Con l'invito a insegnare composizione all'Accademia delle Arti a Berlino, nel 1925, Schönberg otteneva finalmente un incarico prestigioso, la sicurezza economica e una vita familiare stabile al fianco di Gertrud Kolisch, sorella del violinista autriaco, sposata nel 1924 dopo la morte della prima moglie. Nel 1932 completò il secondo atto dell'opera Moses und Aron (rappresentata postuma nel 1957).
Nel 1933 fuggì dalla Germania nazista e si rifugiò a Parigi. L'anno seguente emigrò con la famiglia negli Stati Uniti, a Boston, dove insegnò. Nel 1935 motivi di salute lo indussero a trasferirsi a Los Angeles, dove continuò a comporre e a insegnare sino alla morte.
L'evoluzione musicale
Lo stile musicale di Schönberg arrivò alla dodecafonia partendo dal romanticismo tardo-ottocentesco. I suoi primi lavori tonali mostrano reminiscenze della musica di Johannes Brahms, a cui, presto, si aggiunse un cromatismo di discendenza wagneriana. In lavori come Verklärte Nacht, Schönberg raggiunse una grande intensità emotiva attraverso la ricchezza di armonie e lunghe melodie sostenute da una fitta trama contrappuntistica, fatta di brevi motivi continuamente variati. A partire dal 1907 circa, queste caratteristiche divennero ancor più pronunciate nei lavori espressionisti: in essi la tonalità è abbandonata e la forma musicale si fa più compatta. L'esempio più importante di questo periodo è il Pierrot Lunaire, nel quale l'orchestra da camera che accompagna la voce impiega una diversa formazione di strumenti per ognuna delle ventuno liriche del ciclo e la solista usa lo Sprechstimme ("canto parlato").
Verso il 1920 il musicista cominciò a formulare la sua tecnica dodecafonica nell'intento di trovare un sostituto per quelle forme, come la forma sonata, sulle quali si basava la musica tonale. La sua composizione più impegnativa, e mai completata, Moses und Aron, rappresenta un distillato di tutti i suoi stili. Schönberg tornò occasionalmente alla tonalità, ma, nella maggior parte delle opere degli anni Trenta e Quaranta, tentò una sintesi tra la dodecafonia e i principi formali che aveva utilizzato nel periodo espressionista: una sintesi che si può rilevare nel concerto per pianoforte e nel monumentale trio per archi.
Tramite Schönberg e i suoi allievi, il metodo dodecafonico divenne una forza dominante nella pratica compositiva del Novecento e fu una delle più significative innovazioni nella storia della musica occidentale.
