RIO RIGOSSA

 

Rigossa, piccola come una fossa

e quell’odor di melma verde

che stagna nel tuo letto a volte moribondo;

fiume Rigossa, come una spugna strizzata,

di acqua non ne hai, però

quella minuscola, povera pozzanghera sporca,

riesce a far contenti fiori e animali.

 

Ma quando sei in piena

tutto il paese si spaventa,

ringhi feroce come una iena;

quando piove e tira vento

non c’è proprio da scherzare,

ti trasformi in un momento;

la campagna è inondata,

o mio dio, la Rigossa è straripata!

 

In autunno gli alberi sono spogli

e le foglie cadono nel torrente,

come la neve che scende

sulle tue rive, lentamente:

foglie cadute che sanno di umido,

come una casa ammuffita;

e io provo tristezza

come un bimbo senza mamma,

come un fiore senza profumo,

come un uccello senza ali.

Gli alberi tutti spogli

fanno della Rigossa

una terra.

 

Ma quando arriva la primavera

arriva la felicità:

alberi e alberelli, tutti colorati;

sbocciano fiori, alcuni profumati,

sono tutti molto belli;

e quando cala il sole

tutto si colora di caldo,

a poco a poco il sole scompare

e cala la notte, tutto è tranquillo…

si sente il silenzio….il fruscio delle foglie…

il rumore dell’acqua che scroscia

attorno alle rocce, all’incrocio di pietre.

Torna il mattino,

e all’alba si sente il canto degli uccelli

e il profumo intenso dei fiori.

 

In estate gli alberi sono pieni di foglie

I maestosi alberi che circondan le tue rive

sono come servitori per il loro re;

nell’aria azzurra si sentono gli odori

e il cinguettio degli allegri uccelli

accompagna questa musica incantata;

sembra d’essere in un quadro di Van Gogh.

 

Il tuo viaggio è molto lungo

ricco di curve e balzi;

l’acqua scende dolcemente,

scroscia nelle tue rive

e poi risale da sua madre, la pioggia,

che la accoglie a braccia aperte

e dall’alto ce la riporta, goccia a goccia.

Si allarga il tuo letto a valle,

fra aguzzi sassi e splendide rive.

 

Ma noi uomini pazzi,

cittadini senza mente,

ti trattiamo come un cane abbandonato,

povera Rigossa disperata

di rifiuti vecchi buttati.

Ti verremo ad aiutare,

dai, ti prego, non ci lasciare;

tu non ti lamenti mai,

resti sempre ad aspettare.

O Rigossa, sempre rimarrai

la nostra cara piccola fossa!

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Poesia composta "a mosaico" dai ragazzi di I E