

Alcune ricette gastronomiche della tradizione locale
| PASSATELLI IN BRODO E' una minestra tipica delle feste. Per cucinarla occorrono uova, parmigiano, pane e buccia di limone grattati, noce moscata e un pizzico di sale. Bisogna fare un impasto consistente formando una palla e lasciarla riposare per un'ora; schiacciare, poi, la palla con l'apposito attrezzo a scudo bucherellato e lasciar cadere i passatelli nel brodo badando che non si spezzino. Appena vengono a galla, spegnere il fornello. |
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TAGLIATELLE CON GLI STRIGOLI Gli strigoli sono le foglie di quel fiore fatto a calice che i bambini fanno scoppiettare in fronte o sulla mano. Soffriggere nell'olio un trito fatto con 50 grammi di pancetta, uno spicchio d'aglio e mezza cipolla. Sfumare con vino bianco secco ed unire al soffritto 300 grammi di strigoli già puliti e spezzati a mano. Aggiungere 600 grammi di salsa di pomodoro e far andare a fuoco lento per 10/15 minuti; cuocere le tagliatelle, scolarle e farle saltare in padella con il sugo.Servire con parmigiano grattato, in compagnia di un Sangiovese giovane e leggero. |
| CANTARELLE Sono le frittelle tipiche di questa zona. Si ottengono mescolando acqua tiepida, un pizzico di bicarbonato, olio, farina, ed un po' di sale, fino ad ottenere un impasto liquido. Con un piccolo mestolo si versa un po' di impasto sulla teglia calda e si lascia cuocere per qualche secondo su ogni lato; si condisce con olio e zucchero. |
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CONIGLIO IN PORCHETTA Pulire un coniglio spellato, togliere la testa ed interiora, lasciando il fegato. Lavarlo, asciugarlo ed aprilo bene. Strofinare l'interno con 20 grammi di sale fino misto a pepe nero. Disporre per la lunghezza: tre budelli di salsiccia spellati, tre grossi spicchi di aglio a pezzetti, 5/6 rametti di finocchio selvatico, una lunga fetta di pancetta stesa. Chiudere, legare il coniglio e salare l'esterno con 10 grammi di sale e pepe; lasciare riposare per qualche ora. Passare il coniglio in padella con mezzo bicchiere di olio extra vergine, indorarlo e sfumarlo con vino bianco e secco; infornarlo a 200° per mezz'ora e per un'ora e mezza a 150°. Se è troppo asciutto bagnarlo con vino o brodo. Consiglio: servirlo tra patate arrosto ed erbette salate, con un Sangiovese D.O.C. Superiore. |
| "BUSTRENG" Umido, grezzo ed arcaico, con qualche risonanza longobarda, il bustreng è un dolce "di avanzi"; per questo la sua ricetta varia da famiglia a famiglia, in alcuni luoghi ad esempio era conosciuto come torta salata.Gli ingredienti sono farina gialla , farina bianca, pane grattugiato, zucchero o miele, uova, olio di oliva, latte, mele, uvetta. I Borghigiani sono molto gelosi della loro ricetta che non rivelano a nessuno. Si gusta tagliato a cubetti accompagnato da Albana o Cagnina. |
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LA PIADA Simbolo della Romagna: è il pane prediletto dai suoi abitanti. Sottilissima a Rimini, più spessa a Cesena, raddoppia di spessore nelle colline forlivesi. Per fare la piada occorrono farina bianca, strutto o olio, un pizzico di sale e di bicarbonato. Lavorare l'impasto con l'aiuto di acqua tiepida fino a quando non è solido, dividerlo in palline di pasta e lasciarle riposare per mezz'ora sotto un tovagliolo. Stendere le pagnottine con il mattarello, cuocere la piadina sui due lati rivoltandola più volte senza farla bruciare, premendo coi denti di una forchetta le bolle che si formano. CON LA PIADA Contenitore ideale da imbottire in mille modi con: mortadella, prosciutto, salame, lardo ed ogni genere di affettato di suino, porchetta compresa. E' sorprendente con lo squacquerone e la rucola; con insalata di radicchi e cipolla fresca.Oppure farcita con pomodori, melanzane o peperoni cotti al forno; d'inverno con la verza e tutto l'anno con le erbe di campo, prima sbollentate in acqua salata, poi tagliate e passate in padella con olio e aglio.La piada è diventata piatto unico nella versione a cassone, cioè ripiegata in due e chiusa sul bordo coi denti di una forchetta: sono una buona farcitura le rosole. Piada e cassoni si mangiano volentieri con un Sangiovese D.O.C. Insomma, la piada è buona con tutto: ma, quando bussa la fame, è buona anche sola! "La pida se parsott la pis un po' ma tott!" A cura di Erica Ceccarelli, Rosaria Pezzino, Michela Semproli, Monica Di Desidero |